Avevo smarrito un libro che poi ho ritrovato. Il libro è ormai terminato vi posto l'ultimo capitolo, ma lo faccio con una profonda tristezza nel cuore:
Senza tempo
“Il mio scopo è quello di penetrare il cuore di quella fortezza”
Così il Condottiero, attraverso i mega-schermi, ordinò ai suoi generali. Quest’ultimi avevano ben compreso e dalle loro postazioni, in maniera concitata, inviavano ordini e direttive.
Tutto era in ordine, tutto era perfetto, in quel futuro 31 ottobre 2007, non c’era alcuna possibilità di sbagliare.
Il Sistema era capace di auto-correggersi.
Il pensiero era ormai di pochi i quali, vestiti di latta e tutti uguali, avevano come obiettivo educativo il limitare del pensiero dei tanti.
Ma per lui era diverso, per lui era più facile, lui era il Condottiero. Lui poteva pensare, fantasticare, creare, gettare il cuore oltre il muro, affacciarsi da una finestra che dà sul mare, sentire.
Infatti le barriere delle fortezze non erano come quelle attuali fatte di mura di cinta ma erano qualcosa di più difficile da valicare, da penetrare.
Erano indescrivibili sensazioni, fatte di attimi e quindi difficili da catturare in un attimo.
L’attimo era l’ultimo bug del Sistema, non si era ancora riuscito a capire come implementarlo.
Vani erano stati i tentativi di ricondurlo ad una sequenza numerica.
Lui, il Condottiero, era riuscito a catturare l’essenza e manteneva il segreto e insieme a quest’ultimo il potere.
Ma stavolta la fortezza era impenetrabile.
Le barriere erette erano insormontabili anche per lui.
La paura era la prima, ma lui sapeva che era la più debole e così cominciò ad istruire i suoi generali su come agire:
“Fatevi riconoscere. Non si ha paura della conoscenza. Attaccate con la verità e alla prima breccia attraversate la barriera con la sincerità. Non abbiate voi paura. Non si sconfigge la paura con la paura.”
Si.....Così fu ordinato e così fu fatto.
Il Condottiero c’era riuscito ma il cammino era ancora molto lungo.
Il fine, la seconda barriera era spessa ma trasparente e così il Condottiero disse ai suoi generali:
“E’ un’illusione, la barriera non c’è e quindi non c’è il fine. Vi assicuro! Anche se sembra spessa attraverserete la barriera senza alcuno sforzo. Il contatto con questa barriera non è necessario, serve solo a sapere che c’è. L’obiettivo principale è ben altra cosa.”
I generali agirono e riuscirono ad attraversare la barriera, ma il Condottiero li aveva volutamente ingannati.
L’attraversamento della barriera non era stato così indolore aveva infatti lasciato sulla pelle dei generali un profumo non ancora conosciuto.
Era stato bello penetrare quella barriera al punto che ci si poteva rimanere dentro.
Subito dopo, a differenza di come ci si aspettava, si era già giunti all’obiettivo della battaglia, il cuore della fortezza.
Il Condottiero allora licenziò i suoi generali e condusse l’ultima campagna bellica in prima persona.
Usò parole, usò racconti, usò musica, usò tutte le armi che conosceva ma non riusciva ad ottenere il suo scopo.
Allora capì, non restava che una cosa da fare, usare il suo segreto:
trovare l’attimo giusto e godere di quell’attimo.
Così stette in silenzio ad aspettare nell’attesa dell’attimo.
Il Condottiero, come sempre, aveva avuto ragione.
La fortezza si apri e lui entrò.
L’ambiente era quello che si aspettava, pieno di colori contrastanti.
Ad un tratto la Dolce Donna della fortezza si presentò e chiese: “Perché fai questo? Cosa ti porta fino a qua? Tu così potente hai già tutto. Non capisco?!”
E il Condottiero: “E’ semplicemente dolce vivere un attimo”. Non disse altro.
La Dolce Donna della fortezza non ebbe bisogno di altre spiegazioni.
Si avvicinarono.
L’abbraccio fu inevitabile.
Il tempo necessario a che il segreto del Condottiero diventasse anche il segreto della Dolce Donna della fortezza fu un attimo.
Un intenso indaco riempi il cielo che sembrava vuoto.
Poi tutto ritornò normale.
Ottobre
categoria:libri, amicizia, ciberpunk




























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